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EX CARTIERA DI FABBRICHE

Fino al 2014 Chiale era raggiungibile anche grazie all’attraversamento di un ponte di ferro, costruito nel 1932, crollato a seguito della piena del fiume.
Il sentiero ripristina il collegamento tra Centurione e Chiale, consentendo così di raggiungere la Cappella della Madonna della Salute.
Restituisce ancora le tracce della passata economia della zona basata su coltivazioni orticole famigliari e allevamento di mucche sebbene la conformazione del territorio non si presti. Le primizie e i prodotti (latte, formaggi, burro) non consumati spesso venivano venduti o scambiati per ciò che mancava in campo, come, in alcuni casi, i cereali.


Molti abitanti di Chiale lavoravano nella cartiera, un tempo cotonificio, oggi utilizzata come deposito. Le fabbriche che si sono susseguite si avvalevano dell’energia idroelettrica trasformata dalle turbine, di cui una ancora visibile e funzionante.


Nel dopolavoro molti operai frequentavano un campo da bocce un tempo accanto alla fabbrica e il campetto da calcio, ricavato da un’ansa del fiume, che ospitava tornei con le squadre di tutta la valle, oltre a Chiale, Crevari, Voltri, Sant’Erasmo, Fabbriche, Mele, Fiorino. Gli spettatori per assistere alle partite erano soliti affollarsi lungo le sponde del fiume e affacciarsi dal ponte.