I MAMMIFERI

Lupo italiano (Canis lupus italicus)
Il lupo grigio appenninico o lupo italiano (Canis lupus italicus Altobello, 1921) è una sottospecie del lupo grigio originario della penisola italiana continentale, ma ormai diffuso anche sulle Alpi e in Francia. Sebbene non sia universalmente accettato come una sottospecie a parte dal tipico lupo grigio eurasiatico, possiede aplotipi e una morfologia cranica distinta.
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Topo selvatico (Apodemus sylvaticus)
Il topo selvatico (Apodemus sylvaticus Linnaeus, 1758) è un mammifero roditore della famiglia dei Muridi. Specie molto comune e ampiamente diffusa, vive in gran parte dell’Europa occidentale, spesso in vicinanza dell’uomo, ed è talvolta considerato nocivo.
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Capriolo (Capreolus capreolus)
Il capriolo (Capreolus capreolus, Linnaeus, 1758) è un ungulato diffuso in Eurasia.
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Volpe (Vulpes vulpes)
La volpe rossa, o semplicemente volpe (Vulpes vulpes Linnaeus, 1758), è la più grande delle volpi propriamente dette e il carnivoro con l’areale più vasto, essendo presente in tutto l’emisfero boreale, dal circolo polare artico al Nord Africa, il Nord America e l’Eurasia. Il suo areale si è espanso insieme a quello umano, essendo stata introdotta in Australia, dove viene considerata nociva per i marsupiali e gli uccelli indigeni. A causa dei suoi danni ecologici in quest’ultimo continente, la specie è considerata una tra le peggiori specie invasive.
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Ghiro (Glis glis)
Il ghiro (Glis glis Linnaeus, 1766) è un roditore appartenente alla famiglia Gliridae; è l’unica specie del genere Glis.
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Cinghiale (Sus scrofa)
Il cinghiale (Sus scrofa Linnaeus, 1758) è un mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia Suidae.
Originario dell’Eurasia e del Nordafrica, il cinghiale è stato decimato e reintrodotto in ampie porzioni del proprio areale e anche in nuovi ambienti, dove si è peraltro radicato talmente bene, grazie alle sue straordinarie doti di resistenza e adattabilità, da essere considerato una delle specie di mammiferi a più ampia diffusione. È arduo tracciarne un profilo tassonomico preciso, in quanto le varie popolazioni, originariamente pure, hanno subito l’apporto di esemplari alloctoni o di maiali rinselvatichiti.
Da sempre considerato al contempo una preda ambita per la sua carne e un fiero avversario per la sua tenacia in combattimento, solo nel corso del XX secolo ha cessato di essere una fonte di cibo di primaria importanza per l’essere umano, soppiantato in questo dal suo discendente domestico, ovvero il maiale. Per lo stretto legame con l’essere umano, il cinghiale appare frequentemente, e spesso con ruoli da protagonista, nella mitologia di molti popoli.
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