Categoria: 02_CENTURIONECHIALE

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    Chiesa di San Lorenzo di Chiale

    Dove oggi sorge la chiesa di San Lorenzo, un tempo si trovava una cappellina, eretta il 10 agosto 1643, in quello che per Genova è stato il secolo del colera.


    Il 12 agosto 1900 viene benedetta la prima pietra della nuova chiesa costruita sullo stesso colle da don Angelo Bruzzone (Pre Angiou). Sono gli abitanti stessi di Chiale che, recandosi quotidianamente a messa o tornando a casa da lavoro, trasportarono i materiali risalendo la creuza, ognuno secondo le proprie facoltà: chi “camallando” (ovvero trasportando a spalla) un sacco di sabbia, chi una borsa piena pietre, chi avvalendosi del mulo, ben prima dell’installazione della teleferica.


    La creuza permetteva alle famiglie di portare le primizie destinate alla vendita, per lo più ortofrutticoli all’ingrosso. Il centro di raccolta era a Centurione, dove venivano consegnate ai piazzisti e destinate ai mercati di Voltri, Sampierdarena e Genova.


    La chiesa costituisce, inoltre, dal 1972 la tappa finale della Marcia della Luce, una marcia non competitiva istituita dagli abitanti che ha avuto nelle prime edizioni tappa alla Cappella della Madonna della Salute (che affaccia lungo fiume).

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    EX CARTIERA DI FABBRICHE

    Fino al 2014 Chiale era raggiungibile anche grazie all’attraversamento di un ponte di ferro, costruito nel 1932, crollato a seguito della piena del fiume.
    Il sentiero ripristina il collegamento tra Centurione e Chiale, consentendo così di raggiungere la Cappella della Madonna della Salute.
    Restituisce ancora le tracce della passata economia della zona basata su coltivazioni orticole famigliari e allevamento di mucche sebbene la conformazione del territorio non si presti. Le primizie e i prodotti (latte, formaggi, burro) non consumati spesso venivano venduti o scambiati per ciò che mancava in campo, come, in alcuni casi, i cereali.


    Molti abitanti di Chiale lavoravano nella cartiera, un tempo cotonificio, oggi utilizzata come deposito. Le fabbriche che si sono susseguite si avvalevano dell’energia idroelettrica trasformata dalle turbine, di cui una ancora visibile e funzionante.


    Nel dopolavoro molti operai frequentavano un campo da bocce un tempo accanto alla fabbrica e il campetto da calcio, ricavato da un’ansa del fiume, che ospitava tornei con le squadre di tutta la valle, oltre a Chiale, Crevari, Voltri, Sant’Erasmo, Fabbriche, Mele, Fiorino. Gli spettatori per assistere alle partite erano soliti affollarsi lungo le sponde del fiume e affacciarsi dal ponte.