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ZPS BEIGUA E TURCHINO

Le Zone di Protezione Speciale (ZPS) sono aree protette istituite dall’Unione Europea (Direttiva 2009/147/CE, ex 79/409/CEE) per tutelare l’avifaunaselvatica, i loro habitat di nidificazione e le rotte migratorie.

Il sentiero qui descritto attraversa in gran parte la ZPS “Beigua – Turchino”, dove si trovano i Siti d’Importanza Comunitaria “Beigua – Monte Dente – Gargassa – Pavaglione” (16.846 ha – che include quasi per intero la ZPS ed il territorio del Parco), “Foresta della Deiva – Torrente Erro” (879 ha) e “Pian della Badia (Tiglieto)” (248 ha).

Questa zona montuosa vicino alla costa è un luogo unico per gli uccellimigratori. I versanti ripidi e i numerosi valichi creano veri e propri “corridoi naturali” lungo i quali passano specie rare e spettacolari. Tra i visitatori più importanti ci sono grandi rapaci come il Biancone e il Falco pecchiaiolo, che qui trovano uno dei principali punti di passaggio in Italia. Ma l’area ospita anche tantissimi piccoli uccelli, dai Passeriformi alle specie più locali, come la Tottavilla, il Calandro e l’Ortolano.

In totale, sono presenti oltre 155 specie di uccelli, molte delle quali nidificano o sostano qui durante la migrazione. Le praterie, i boschi e le rocce offrono habitat diversi, rendendo la zona ricca di biodiversità e luogo prezioso per la conservazione della fauna ligure.

Durante le prime passeggiate primaverili, lungo il sentiero, vista e olfatto potranno essere colpiti da piccole e colorate presenze: sono le serpentinofite, piante che si sono adattate a vivere su substrati di “rocce verdi”, le serpentiniti che caratterizzano la zona. Queste rocce metamorfiche testimoniano un antico oceano giurassico e costituiscono un ambiente molto particolare, non proprio favorevole allo sviluppo della vegetazione. Si tratta di rocce scure, che assorbono molto calore condizionando la temperatura del suolo e l’evaporazione dell’acqua. Ma soprattutto rocce dalla composizione chimica particolare, con un elevato tenore in metalli pesanti e una modesta concentrazione di nutrienti. Eppure le fioriture sono spettacolari, merito delle serpentinofite!

Lungo il tragitto possiamo vedere tutte le spontanee che si risvegliano, il Tarassaco (Taraxacum officinale), la Primula (Primula vulgaris), il Narciso selvatico (Narcissus pseudonarcissus) ma se ci alziamo di quota spunterà anche qualche fiore poco conosciuto. È il caso della Dafne odorosa (Daphne cneorum), cuscinetti di piccoli fiori rosa che spandono un profumo intenso, che ricorda il garofano e la vaniglia (una delle specie vegetali più importanti e caratteristiche del Parco del Beigua tanto da esserne diventata il simbolo).

Altre specie iconiche sono la Peverina di Voltri (Cerastium utriense) dai piccoli fiori bianchi e la Viola di Bertoloni (Viola bertolonii) dalle grandi corolle, entrambe specie endemiche del complesso di rocce ofiolitiche detto “Gruppo di Voltri”, che si trova nella regione tra il Monte Beigua e i Piani di Praglia in Liguria e Capanne di Marcarolo in Piemonte.