ZPS BEIGUA E TURCHINO
STORIA DEI BOSCHI
Una peculiarità del sentiero è quella di attraversare diverse tipologie di habitat, caratterizzato da un lungo tratto esposto alla costa e si fa boschivo nell’entroterra. Si incontrano così arbusti tipici di macchia mediterranea (leccio, mirto, rosmarino, timo, ginestra) e specie termofile di boschi misti (soprattutto con castagno e quercia). Da qui in avanti, il bosco s’infittisce e in autunno il cammino si fa pungente…
attenzione ai ricci di castagna!
Il castagno (Castanea sativa) è un’essenza endemica in Liguria, dove in origine occupava soprattutto la fascia dorsale appenninica e i versanti più umidi. La sua notevole diffusione è opera di una millenaria attività di dissodamento e coltivazione: durante tutto il medioevo venne trapiantato a scapito di altre specie arboree, quali abeti, faggi e querce. Una delle ragioni è senza dubbio la pressione demografica della popolazione rurale che trovò nella castagna e nella sua farina la base per il nutrimento quotidiano, motivo per cui la pianta venne definita “albero del pane”.
Si diffusero così castagneti domestici, ovvero innestati e selezionati. Emerse anche la figura del “rabellator”, lo spigolatore di castagne a cui veniva concessa la raccolta dello scarto dei proprietari del bosco, in dialetto “u ruspu”, ovvero un tipo di castagna scadente, da cui l’espressione “u l’è un ruspu”, che significa è uno che se la passa male.

