Autore: admin8022

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    GLI IMPOLLINATORI

    Sono gli animali che visitano i fiori alla ricerca di nettare e polline.

    Ricoprendosi di polline e visitando fiori di diverse piante, impollinazione, garantiscono la fecondazione e la futura creazione di seme e frutto.


    Tra gli impollinatori si trovano numerose specie:

    Lepidotteri (farfalle), Ditteri (mosca carnaria, mosca domestica, tipula, ecc.), Coleotteri (coccinelle, maggiolini, scarabei, ecc.), diverse specie di Imenotteri (vespe), Apoidei…


    L’impollinazione è svolta anche da non insetti come ragni, acari e da vertebrati come uccelli e mammiferi.


    Gli impollinatori hanno un ruolo chiave per gli ecosistemi terrestri, ma sono minacciati dalle attività antropiche.

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    GLI ESSERI VIVENTI

    Grafico COMPOSIZIONE percentuaLE DEGLI esserI viventi lungo il sentiero


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    Chiesa di San Lorenzo di Chiale

    Dove oggi sorge la chiesa di San Lorenzo, un tempo si trovava una cappellina, eretta il 10 agosto 1643, in quello che per Genova è stato il secolo del colera.


    Il 12 agosto 1900 viene benedetta la prima pietra della nuova chiesa costruita sullo stesso colle da don Angelo Bruzzone (Pre Angiou). Sono gli abitanti stessi di Chiale che, recandosi quotidianamente a messa o tornando a casa da lavoro, trasportarono i materiali risalendo la creuza, ognuno secondo le proprie facoltà: chi “camallando” (ovvero trasportando a spalla) un sacco di sabbia, chi una borsa piena pietre, chi avvalendosi del mulo, ben prima dell’installazione della teleferica.


    La creuza permetteva alle famiglie di portare le primizie destinate alla vendita, per lo più ortofrutticoli all’ingrosso. Il centro di raccolta era a Centurione, dove venivano consegnate ai piazzisti e destinate ai mercati di Voltri, Sampierdarena e Genova.


    La chiesa costituisce, inoltre, dal 1972 la tappa finale della Marcia della Luce, una marcia non competitiva istituita dagli abitanti che ha avuto nelle prime edizioni tappa alla Cappella della Madonna della Salute (che affaccia lungo fiume).

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    EX CARTIERA DI FABBRICHE

    Fino al 2014 Chiale era raggiungibile anche grazie all’attraversamento di un ponte di ferro, costruito nel 1932, crollato a seguito della piena del fiume.
    Il sentiero ripristina il collegamento tra Centurione e Chiale, consentendo così di raggiungere la Cappella della Madonna della Salute.
    Restituisce ancora le tracce della passata economia della zona basata su coltivazioni orticole famigliari e allevamento di mucche sebbene la conformazione del territorio non si presti. Le primizie e i prodotti (latte, formaggi, burro) non consumati spesso venivano venduti o scambiati per ciò che mancava in campo, come, in alcuni casi, i cereali.


    Molti abitanti di Chiale lavoravano nella cartiera, un tempo cotonificio, oggi utilizzata come deposito. Le fabbriche che si sono susseguite si avvalevano dell’energia idroelettrica trasformata dalle turbine, di cui una ancora visibile e funzionante.


    Nel dopolavoro molti operai frequentavano un campo da bocce un tempo accanto alla fabbrica e il campetto da calcio, ricavato da un’ansa del fiume, che ospitava tornei con le squadre di tutta la valle, oltre a Chiale, Crevari, Voltri, Sant’Erasmo, Fabbriche, Mele, Fiorino. Gli spettatori per assistere alle partite erano soliti affollarsi lungo le sponde del fiume e affacciarsi dal ponte.

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    ZPS BEIGUA E TURCHINO

    Una peculiarità del sentiero è quella di attraversare diverse tipologie di habitat, caratterizzato da un lungo tratto esposto alla costa e si fa boschivo nell’entroterra. Si incontrano così arbusti tipici di macchia mediterranea (leccio, mirto, rosmarino, timo, ginestra) e specie termofile di boschi misti (soprattutto con castagno e quercia). Da qui in avanti, il bosco s’infittisce e in autunno il cammino si fa pungente…

    attenzione ai ricci di castagna!

    Il castagno (Castanea sativa) è un’essenza endemica in Liguria, dove in origine occupava soprattutto la fascia dorsale appenninica e i versanti più umidi. La sua notevole diffusione è opera di una millenaria attività di dissodamento e coltivazione: durante tutto il medioevo venne trapiantato a scapito di altre specie arboree, quali abeti, faggi e querce. Una delle ragioni è senza dubbio la pressione demografica della popolazione rurale che trovò nella castagna e nella sua farina la base per il nutrimento quotidiano, motivo per cui la pianta venne definita “albero del pane”.

    Si diffusero così castagneti domestici, ovvero innestati e selezionati. Emerse anche la figura del “rabellator”, lo spigolatore di castagne a cui veniva concessa la raccolta dello scarto dei proprietari del bosco, in dialetto “u ruspu”, ovvero un tipo di castagna scadente, da cui l’espressione “u l’è un ruspu”, che significa è uno che se la passa male.

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    ZPS BEIGUA E TURCHINO

    Il Gruppo di Voltri è un imponente complesso ofiolitico (rocce verdi) situato al confine tra le Alpi Marittime e l’Appennino Settentrionale, noto per essere un frammento dell’antico fondo oceanico Piemontese-Ligure. La parte occidentale del Gruppo di Voltri è caratterizzata da un’intensa sovrapposizione tettonica e metamorfica, con affioramenti che includono serpentiniti, serpentinoscisti, prasiniti, eclogiti e calcescisti.

    La serpentinite è una roccia metamorfica composta principalmente da minerali del gruppo serpentino, tra cui antigorito, lizardite e crisotile. Questi minerali si formanoattraverso l’alterazione idrolese delle rocce ultramafiche che originariamente consistevano di olivina e pirossene, come la peridotite e la piroxenite. Il processo di alterazione, noto come serpentinizzazione, avviene tipicamente dove l’acqua di mare o altri fluidiinteragiscono con queste rocce nelle parti inferiori della crosta oceanica o del mantello superiore.

    La serpentinite di solito ha un colore verdastro che spazia dai toni pallidi a quelli scuri e spesso mostra modelli screziati o striati. La roccia è liscia o unta al tatto, a volte con una lucentezza cerosa o setosa su superfici fresche. È relativamente morbido e può essere graffiato con un coltello. A causa della sua texture e del suo colore attraenti, la serpentinite lucida è stata utilizzata come pietra decorativa e talvolta erroneamente identificata come “marmo verde”.

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    ZPS BEIGUA E TURCHINO

    Le Zone di Protezione Speciale (ZPS) sono aree protette istituite dall’Unione Europea (Direttiva 2009/147/CE, ex 79/409/CEE) per tutelare l’avifaunaselvatica, i loro habitat di nidificazione e le rotte migratorie.

    Il sentiero qui descritto attraversa in gran parte la ZPS “Beigua – Turchino”, dove si trovano i Siti d’Importanza Comunitaria “Beigua – Monte Dente – Gargassa – Pavaglione” (16.846 ha – che include quasi per intero la ZPS ed il territorio del Parco), “Foresta della Deiva – Torrente Erro” (879 ha) e “Pian della Badia (Tiglieto)” (248 ha).

    Questa zona montuosa vicino alla costa è un luogo unico per gli uccellimigratori. I versanti ripidi e i numerosi valichi creano veri e propri “corridoi naturali” lungo i quali passano specie rare e spettacolari. Tra i visitatori più importanti ci sono grandi rapaci come il Biancone e il Falco pecchiaiolo, che qui trovano uno dei principali punti di passaggio in Italia. Ma l’area ospita anche tantissimi piccoli uccelli, dai Passeriformi alle specie più locali, come la Tottavilla, il Calandro e l’Ortolano.

    In totale, sono presenti oltre 155 specie di uccelli, molte delle quali nidificano o sostano qui durante la migrazione. Le praterie, i boschi e le rocce offrono habitat diversi, rendendo la zona ricca di biodiversità e luogo prezioso per la conservazione della fauna ligure.

    Durante le prime passeggiate primaverili, lungo il sentiero, vista e olfatto potranno essere colpiti da piccole e colorate presenze: sono le serpentinofite, piante che si sono adattate a vivere su substrati di “rocce verdi”, le serpentiniti che caratterizzano la zona. Queste rocce metamorfiche testimoniano un antico oceano giurassico e costituiscono un ambiente molto particolare, non proprio favorevole allo sviluppo della vegetazione. Si tratta di rocce scure, che assorbono molto calore condizionando la temperatura del suolo e l’evaporazione dell’acqua. Ma soprattutto rocce dalla composizione chimica particolare, con un elevato tenore in metalli pesanti e una modesta concentrazione di nutrienti. Eppure le fioriture sono spettacolari, merito delle serpentinofite!

    Lungo il tragitto possiamo vedere tutte le spontanee che si risvegliano, il Tarassaco (Taraxacum officinale), la Primula (Primula vulgaris), il Narciso selvatico (Narcissus pseudonarcissus) ma se ci alziamo di quota spunterà anche qualche fiore poco conosciuto. È il caso della Dafne odorosa (Daphne cneorum), cuscinetti di piccoli fiori rosa che spandono un profumo intenso, che ricorda il garofano e la vaniglia (una delle specie vegetali più importanti e caratteristiche del Parco del Beigua tanto da esserne diventata il simbolo).

    Altre specie iconiche sono la Peverina di Voltri (Cerastium utriense) dai piccoli fiori bianchi e la Viola di Bertoloni (Viola bertolonii) dalle grandi corolle, entrambe specie endemiche del complesso di rocce ofiolitiche detto “Gruppo di Voltri”, che si trova nella regione tra il Monte Beigua e i Piani di Praglia in Liguria e Capanne di Marcarolo in Piemonte.

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    Società di Mutuo soccorso “DIO E UMANITà”
    palestra popolare brigata piva

    Sede storica della Società di Mutuo Soccorso “Dio e Umanità”, fondata a Voltri nel 1851, oggi Circolo Arci “Dio e Umanità”. Cambia la denominazione, ma resta lo spirito e si tramanda la Storia. È un luogo che da sempre ha rappresentato per Crevari un punto di incontro e di socialità fondamentale, punto di riferimento sia politico che civile.


    È la sede delle riunioni di Crevari Invade, storico festival rock con scopi totalmente benefici che dal 1992 riempie il paese per tre serate all’insegna del divertimento e della beneficenza il terzo fine settimana di giugno. Qui i volontari dell’Anpi si incontrano per organizzare il 25 aprile e il 1 maggIO, ricorrenze molto sentite a Crevari dal dopoguerra fino ad oggi.

    Il 27 dicembre 2025 è stata inaugurata una piccola palestra che viene utilizzata in modo libero dai soci, la “Palestra Popolare Brigata Piva“, dedicata alla Brigata Partigiana a cui appartenevano molti Crevarini durante la Resistenza.


    Negli ultimi anni c’è stato un bellissimo ricambio generazionale, che ha dato nuovo slancio a quella che a Crevari è semplicemente, per tutti, la Società. La Storia continua in questo luogo, dove tre generazioni di persone collaborano insieme per tramandare una certa visione della società e del futuro, dove ognuno è benvenuto e può sempre dare il proprio contributo a seconda delle proprie possibilità, dove tutti vengono ascoltati, che abbiano 15 anni o abbiano superato gli 80. La solidarietà, la voglia di essere comunità ogni giorno, di incontrarsi per organizzare un evento o per bersi una birra: questo spazio ci permette di costruire presente e futuro. L’antifascismo come ideale comune e tangibile che ricompone sempre le differenze ideali di ognuno, sempre nel rispetto del prossimo e della storia di questo luogo.