Il Cammino delle Spoglie di Sant’Agostino unisce la Chiesetta di San Pietro sull’Arena, sulla sabbia, Sampierdarena, presso Genova, chiamata Cella di Sant‘Agostino, alla Basilica di San Pietro in Ciel D’ Oro a Pavia, partendo dal percorso di quella che nel tempo è diventata una delle nove Vie del Sale, la Via del Sale della Crocetta.
La Via del Sale comincia esattamente da Via della Cella in Sampierdarena e sale verso Belvedere dove si incontra l’omonimo primo Convento Agostiniano femminile e più su il Forte Crocetta sotto il quale sorgeva il Convento Agostiniano maschile del Crocifisso.
Proseguendo nella medesima direzione si cammina verso Il Garbo, variante al percorso principale che passando dal Forte Tenaglia conduce a piani diFregoso e poi al borgo di Begato. Dalla chiesa di Santa Maria del Garbo in Polcevera per ripidi pendii si raggiunge di nuovo il percorso principale su Via di Begato. Dal borgo, ancora in leggera salita, ci si dirige a Camporsella dove si comincia a scendere a Manesseno e per una passerella sul torrente Secca e crose in salita si arriva a San Cipriano al termine della prima tappa di Cammino.
Biacco (Hierophis viridiflavus) Il biacco (Hierophis viridiflavus (Lacépède, 1789)), precedentemente classificato come Coluber viridiflavus, è un serpente non velenoso per l’uomo della famiglia dei Colubridi[2], frequente nelle campagne e nei giardini, sia in terreni rocciosi, secchi e soleggiati, sia in luoghi più umidi come le praterie e le rive dei fiumi. È detto anche milordo o colubro verde e giallo. LEGGI DI PIù SU wikipedia
Ramarro (Lacerta viridis) Il ramarro orientale (Lacerta viridis Laurenti, 1768) è un sauro della famiglia dei Lacertidi, di colore verde brillante, rapidissimo nei movimenti. Può vivere fino a vent’anni. LEGGI DI PIù SU wikipedia
Orbettino (Anguis fragilis) L’orbettino (Anguis fragilis Linnaeus, 1758) è un anguimorfo della famiglia AnguidaE, diffuso in larga parte dell’Europa. Spesso è confuso con un serpente per la sua mancanza di arti e per il suo modo di muoversi; in realtà si tratta di una lucertola che, nel corso dell’evoluzione, ha perso le zampe. Studi genetici hanno separato la linea evolutiva presente in Italia e nel Sud-est della Francia classificando gli orbettini al di sotto delle Alpi come Anguis veronensis. LEGGI DI PIù SU wikipedia
Rospo Comune (Bufo bufo) Il rospo comune (Bufo bufo (Linnaeus, 1758)) o rospo europeo è un anfibio anuro della famiglia Bufonidae, diffuso in Eurasia (con l’eccezione di Irlanda, Islanda, Scandinavia settentrionale e alcune isole del mar Mediterraneo) e nel nord-ovest dell’Africa. Fa parte d’un gruppo d’animali strettamente imparentati, discendenti da una linea ancestrale comune di rospi e formanti un complesso di specie. È un animale poco appariscente che resta nascosto durante il giorno e si attiva al crepuscolo, trascorrendo poi la notte a caccia delle prede (fond. invertebrati) di cui si nutre. Si muove con una camminata lenta e goffa o con brevi salti e ha la pelle bruno-grigiastra ricoperta di grumi simili a verruche. LEGGI DI PIù SU wikipedia
Salamandra Pezzata (Salamandra pezzata) La salamandra pezzata (Salamandra salamandra Linnaeus, 1758) è un anfibio urodelo appartenente alla famiglia Salamandridae. LEGGI DI PIù SU wikipedia
Lupo italiano (Canis lupus italicus) Il lupo grigio appenninico o lupo italiano (Canis lupus italicus Altobello, 1921) è una sottospecie del lupo grigio originario della penisola italiana continentale, ma ormai diffuso anche sulle Alpi e in Francia. Sebbene non sia universalmente accettato come una sottospecie a parte dal tipico lupo grigio eurasiatico, possiede aplotipi e una morfologia cranica distinta. LEGGI DI PIù SU wikipedia
Topo selvatico (Apodemus sylvaticus) Il topo selvatico (Apodemus sylvaticus Linnaeus, 1758) è un mammifero roditore della famiglia dei Muridi. Specie molto comune e ampiamente diffusa, vive in gran parte dell’Europa occidentale, spesso in vicinanza dell’uomo, ed è talvolta considerato nocivo. LEGGI DI PIù SU wikipedia
Capriolo (Capreolus capreolus) Il capriolo (Capreolus capreolus, Linnaeus, 1758) è un ungulato diffuso in Eurasia. LEGGI DI PIù SU wikipedia
Volpe (Vulpes vulpes) La volpe rossa, o semplicemente volpe (Vulpes vulpes Linnaeus, 1758), è la più grande delle volpi propriamente dette e il carnivoro con l’areale più vasto, essendo presente in tutto l’emisfero boreale, dal circolo polare artico al Nord Africa, il Nord America e l’Eurasia. Il suo areale si è espanso insieme a quello umano, essendo stata introdotta in Australia, dove viene considerata nociva per i marsupiali e gli uccelli indigeni. A causa dei suoi danni ecologici in quest’ultimo continente, la specie è considerata una tra le peggiori specie invasive. LEGGI DI PIù SU wikipedia
Ghiro (Glis glis) Il ghiro (Glis glis Linnaeus, 1766) è un roditore appartenente alla famiglia Gliridae; è l’unica specie del genere Glis. LEGGI DI PIù SU wikipedia
Cinghiale (Sus scrofa) Il cinghiale (Sus scrofa Linnaeus, 1758) è un mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia Suidae. Originario dell’Eurasia e del Nordafrica, il cinghiale è stato decimato e reintrodotto in ampie porzioni del proprio areale e anche in nuovi ambienti, dove si è peraltro radicato talmente bene, grazie alle sue straordinarie doti di resistenza e adattabilità, da essere considerato una delle specie di mammiferi a più ampia diffusione. È arduo tracciarne un profilo tassonomico preciso, in quanto le varie popolazioni, originariamente pure, hanno subito l’apporto di esemplari alloctoni o di maiali rinselvatichiti. Da sempre considerato al contempo una preda ambita per la sua carne e un fiero avversario per la sua tenacia in combattimento, solo nel corso del XX secolo ha cessato di essere una fonte di cibo di primaria importanza per l’essere umano, soppiantato in questo dal suo discendente domestico, ovvero il maiale. Per lo stretto legame con l’essere umano, il cinghiale appare frequentemente, e spesso con ruoli da protagonista, nella mitologia di molti popoli. LEGGI DI PIù SU wikipedia
Ghiandaia (Garrulus glandarius) La ghiandaia (Garrulus glandarius (Linnaeus, 1758)) è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia dei Corvidae. LEGGI DI Più SU WIKIPEDIA
Poiana (Buteo buteo) La poiana comune (Buteo buteo Linnaeus, 1758), detta anche bozzago, bozzagro, bozzegro, buzzago, buzzagro o abuzzago, è un uccello rapace della famiglia Accipitridae. Il suo areale copre la maggior parte dell’Europa e si estende in Asia. Vive in tutte le zone tranne che in quelle più fredde. Preferisce i boschi e caccia in territori aperti. Le sue prede sono generalmente insetti e piccoli roditori. LEGGI DI Più SU WIKIPEDIA
Picchio verde (Picus viridis) Il picchio verde (Picus viridis, Linneo 1758) è un uccello della famiglia dei Picidae, diffuso in Eurasia. LEGGI DI Più SU WIKIPEDIA
Merlo (Turdus merula) Il merlo (Turdus merula Linnaeus, 1758) è un uccello passeriforme della famiglia dei Turdidi. LEGGI DI Più SU WIKIPEDIA
Cinciarella (Parus caeruleus) La cinciarella (Cyanistes caeruleus (Linnaeus, 1758)) è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia dei Paridi. LEGGI DI Più SU WIKIPEDIA
Pettirosso (Erithacus rubecula) Il pettirosso (Erithacus rubecula (Linnaeus, 1758)) è un piccolo uccello passeriforme della famiglia dei Muscicapidae, in passato classificato come facente parte della famiglia dei Turdidae. È l’unica specie nota del genere Erithacus. LEGGI DI Più SU WIKIPEDIA
Cornacchia grigia (Corvus coroe cornix) La cornacchia grigia (Corvus cornix Linnaeus, 1758) è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia Corvidae. LEGGI DI Più SU WIKIPEDIA
Ginestra (Spartium junceum) La ginestra odorosa (Spartium junceum L.) è una pianta della famiglia delle Fabacee, tipica degli ambienti di gariga e di macchia mediterranea. È nota anche come ginestra di Spagna, ginestra comune[1], giunco di Spagna o pianta della scopa. È l’unica specie del genere Spartium. Leggi di più su wikipedia
Rosa canina (Rosa canina) Rosa canina L., 1753 è una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee. È la specie di rosa spontanea più comune in Italia, molto frequente nelle siepi e ai margini dei boschi. Talvolta viene chiamata rosa di macchia o rosa selvatica. Leggi di più su wikipedia
Cardo mariano (Silybum marianum) Il cardo mariano (Silybum marianum (L.) Gaertn., 1791) è una pianta erbacea biennale della famiglia Asteracee, presente in tutto il bacino del Mediterraneo. Leggi di più su wikipedia
Geranio (Geranium sanguineum) Il geranio sanguigno (nome scientifico Geranium sanguineum (L., 1753)) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Geraniaceae, originaria di Europa e Caucaso. Leggi di più su wikipedia
Giglio Rosso (Lilium croceum) Il giglio rosso o giglio di San Giovanni (Lilium bulbiferum L., 1753) è una pianta della famiglia delle Liliacee.[1] Il nome comune fa riferimento al fatto che la specie tendenzialmente mostra un apice della fioritura verso fine giugno, periodo nel quale cade la ricorrenza di San Giovanni (24 giugno). Leggi di più su wikipedia
Giaggiolo (Iris germanica) Il giaggiolo paonazzo (Iris × germanica L., 1753) è una pianta della famiglia delle Iridaceae. Leggi di più su wikipedia
Roverella (Quercus puscenses) La roverella (Quercus pubescens Willd., 1805) è la specie di quercia più diffusa in Italia, tanto che in molte località è chiamata semplicemente quercia. Appartiene alla famiglia delle Fagaceae ed è un albero a crescita lenta. LEGGI DI PIù SU WIKIPEDIA
Leccio (Quercus Ilex) Il leccio (Quercus ilex L., 1753), detto anche elce, è un albero sempreverde appartenente alla famiglia Fagaceae, diffuso nei paesi del bacino del Mediterraneo. In Italia è spontaneo nelle zone a clima più mite, dove è anche molto frequente nei giardini e nei viali cittadini. LEGGI DI PIù SU WIKIPEDIA
Corbezzolo (Arbutus unedo) Il corbezzolo (Arbutus unedo L., 1753), che viene chiamato anche àlbatro o, poeticamente, àrbuto, è un albero da frutto sempreverde appartenente alla famiglia delle Ericacee. È diffuso nei paesi del Mediterraneo occidentale e sulle coste meridionali dell’Irlanda. È uno dei componenti principali della macchia mediterranea e della foresta mediterranea. LEGGI DI PIù SU WIKIPEDIA
Castagno (Castanea sativa) Il castagno europeo (Castanea sativa Mill., 1768), in Italia più comunemente chiamato castagno, è un albero appartenente alla famiglia Fagaceae[2]. Negli ultimi decenni è stato sovente introdotto, per motivi fitopatologici, il castagno giapponese (Castanea crenata). Le popolazioni presenti in Europa sono perciò principalmente riconducibili a semenzali di castagno europeo o a castagni europei innestati sul giapponese o a ibridi delle due specie. LEGGI DI PIù SU WIKIPEDIA
Olmo Campestre (Ulmus carpinifolia) L’olmo campestre (Ulmus minor Mill., 1768) è un albero deciduo appartenente alla famiglia delle Ulmaceae, diffuso in Europa, Africa nord-occidentale e Asia occidentale. Da alcuni decenni una malattia di origine fungina diffusasi dall’Asia, la grafiosi, sta decimando gli esemplari più vecchi. La ricerca scientifica ha tuttavia permesso di sviluppare una varietà di esemplari che mostrano una resistenza a questa malattia. L’epiteto “Minor” deriva dalle foglie che misurano 2–9 cm, più piccole rispetto a U. glabra (9–15 cm). LEGGI DI PIù SU WIKIPEDIA
Acero Campestre (Acer campestre) L’acero campestre o acero oppio (Acer campestre (L., 1753) ) è un albero della famiglia delle Sapindacee diffuso in Europa e Asia. Viene anche chiamato loppio o testucchio. In Italia è molto comune nei boschi di latifoglie mesofile, insieme alle querce caducifoglie dal livello del mare fino all’inizio della faggeta. LEGGI DI PIù SU WIKIPEDIA
Tasso (Taxus baccata) Il tasso (Taxus baccata L., 1753) è un albero dell’ordine delle conifere, molto usato come siepe ornamentale o pianta isolata potata secondo i criteri dell’ars topiaria. È conosciuto anche con il nome di «albero della morte». LEGGI DI PIù SU WIKIPEDIA
Orniello (Fraxinus ornus) Fraxinus ornus L., 1753 è una pianta della famiglia delle Oleacee (conosciuto come orniello od orno e chiamato volgarmente anche frassino da manna o albero della manna nelle zone di produzione della manna), è un albero che può superare i 10 metri di altezza, ma viene spesso rigovernato a cespuglio. LEGGI DI PIù SU WIKIPEDIA
Sorbo (sorbus domestica) Il sorbo domestico (Cormus domestica (L.) Spach, 1834, o Sorbus domestica) è un albero da frutto della famiglia delle Rosacee. È l’unica specie nota del genere Cormus. I frutti vengono chiamati comunemente sorbe o sòrbole. Si ricorda l’antico proverbio «Con il tempo e con la paglia maturano le sorbe» (ci vuole pazienza, occorre aspettare per vedere i risultati) che si riferisce alle sorbe domestiche, già coltivate in Europa da molto tempo. Di questa specie esistono due varietà: una con frutti piriformi, più allungati (simili a piccole pere), e l’altra con frutti maliformi, più rotondi (simili a piccole mele). LEGGI DI PIù SU WIKIPEDIA
IL rio Maltempo e l’insediamento romano (dal 115-109 a.c.)
“Il tratto iniziale del suo percorso in Valpolcevera vedeva la Via Postumia presentare il primo dei tanti suoi diverticoli, nella fattispecie, presso un sentiero, tuttora esistente, a valle del Santuario del Garbo, come pare dedursi dalla recentissima scoperta di un insediamento romano nel punto in cui il sottostante rio Maltempo confluiva nel Polcevera, proprio a pochi metri dal punto in cui il sentiero storico si immette nell’attuale Via Sergio Piombelli, presso l’odierno quartiere di Certosa, a partire dal 115-109 a.C. (ma è possibile che un itinerario in direzione Ponente, dove nell’Età del Ferro è attestata la presenza dell’importante castellaro di Sestri Ponente, già esistesse precedentemente) la nuova via si distaccava dalla Postumia stessa, di cui ricalcava il primo tratto, dopo essere giunta a Genova da Levante, per attraversare il Polcevera, che allora era molto più largo, presso l’abbazia medievale del Boschetto, da cui, muovendo in direzione di Fegino e Borzoli, guadagnava Sestri Ponente.” Ennio Cirnigliaro
“Le formiche continuano a prosperare nel bel mezzo delle rovine prodotte di continuo dall’umanità, (…) purchè venga lasciata loro una piccola porzione di ambiente poco disturbata per costruire il nido, per cercarsi il cibo e, quindi per moltiplicarsi (…)” B. Holldobler/E.O. Wilson “Formiche”